Le malattie sono un rischio concreto e Cossa ha parlato anche di un possibile trasferimento verso le zone meno popolate. I cervi sono più di 8mila, mentre i cinghiali hanno superato quota 35mila unità, numeri a dir poco impressionanti. Il superamento di limite di questo tipo comportano una difesa della natura attraverso le patologie, le quali si trasferiscono molto facilmente dai selvatici agli animali da allevamento.
Nell’interrogazione è stata fatta presente la situazione di alcuni areali, in cui ci sono più di 20 cervi per ogni chilometro quadrato. Nel Trentino Alto Adige vengono abbattuti quando si superano i 4 esemplari, in Sardegna si è andati cinque volte oltre. La richiesta del consigliere regionale è che la giunta non rimanga a guardare e intensifichi il trasferimento degli ungulati: in caso contrario, l’unica alternativa valida sarà quella della caccia controllata.