Gli animalisti erano appostati dalla mattina presto e hanno deciso di interrompere tutto, nonostante l’attività fosse lecita e autorizzata dalla Regione Lombardia. A capeggiare il gruppo di attivisti c’era Valerio Vassallo, noto alle cronache per diversi episodi del genere e anche per una vita privata non proprio limpida. Secondo Vassallo le leggi settoriali non sarebbero state rispettate col mancato coinvolgimento dell’ISPRA.
Inoltre, il META ha contestato la non idoneità del furetto per stanare le lepri. La cattura è stata sospesa e i cacciatori hanno respinto al mittente ogni accusa. In poche parole non c’era nulla di irregolare e i Carabinieri sono intervenuti proprio in seguito all’aggressione. Come sottolineato dagli stessi cacciatori, l’intenzione era quella di intervenire ma poi non è stato fatto nulla per evitare la perdita della licenza di caccia.