Preme inoltre evidenziare che le materie di questo DDL non riguardano soltanto l’attività venatoria, ma anche la pesca, l’allevamento, le manifestazioni storiche e culturali e financo le specie vegetali. Alcuni significativi esempi:
– l’abbattimento di un fringuello (o di uno storno, qualora non fosse concessa la deroga) che attualmente prevede “l’ammenda fino a 1.549 euro” verrebbe sanzionato con “l’arresto da sei mesi a un anno e l’ammenda da 3.000 a 6.000 euro”;
– l’utilizzo di tecniche non configurabili come sistemi di pesca sportiva o di reti le cui maglie sono fuori misura che attualmente prevede “la sanzione da 1.000 a 6.000 euro” verrebbe sanzionato con “l’arresto da sei mesi a tre anni e l’ammenda da 2.000 a 12.000 euro”;
– viene inserito un nuovo articolo del codice penale, il 544 septies, secondo il quale “chiunque preleva o detiene esemplari di una specie vegetale protetta” (per esempio una genziana o un cardo) “ è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 5.000 a 50.000 euro” (sic!)
Ovviamente fra le proposte del ddl vi è anche l’abrogazione dell’art. 842 del codice civile. Diamo allora notizia che ieri sera 18 luglio, nell’ambito della festa dell’Unità che si svolge a Carrara, la Confederazione Cacciatori Toscani, rappresentata da Fabrizio Basteri, presidente provinciale Federcaccia e da Alberto Ratti, vicepresidente regionale ARCT, ha incontrato l’on. Andrea Orlando, vicesegretario nazionale del PD. I rappresentanti della CCT hanno illustrato i contenuti – invero insensati – del disegno di legge in questione. L’on. Orlando ha osservato che un ddl che ha questi contenuti non ha concrete possibilità di essere approvato e che comunque l’impegno suo sarà quello di segnalarne le incongruità nelle sedi preposte.