Non c’è dubbio, che gli anni che stiamo vivendo, si stanno caratterizzando per la profonda trasformazione del modo di essere, di relazionarsi e di comunicare. Una presunta modernità che coinvolge soprattutto i soggetti più recettivi che sono appunto i nostri giovani e giovanissimi. Ragazzi che sempre di più, trovano riferimenti e aggregazione in luoghi e simboli che spesso anche noi genitori rischiamo di sottovalutare; luoghi fisici e virtuali, testimonial, miti e idoli di una generazione che si nutre di messaggi e comportamenti sui cui varrebbe la pena riflettere e ragionare. La caccia, il rapporto con la natura, le emozioni, la poesia ed il piacere di una attività fortemente incentrata sull’ambiente e le sue tante sfaccettature sembrano ormai lontani anni luce dal modo di vivere e pensare il divertimento e gli aspetti ludici. Cosa succede però in altri luoghi dove trovano meta oggi i giovani e i giovanissimi?
Ma soprattutto quali messaggi passano nelle loro menti? I fatti di cronaca e le tragedie di questi giorni mettono in luce un aspetto a nostro giudizio da approfondire in maniera attenta ed accurata e su cui occorre riflettere e meditare. Un “trapper”, considerato uno dei fenomeni musicali del momento, seguito da oltre 1.500.000 follower e che riempie sale raggiungendo traguardi importanti come il doppio disco di platino, si caratterizza con “canzoni” che riportano testi e contenuti fin troppo discutibili e volgari. Siamo proprio certi che questi siano messaggi da divulgare? A nostro parere stiamo assistendo distrattamente ad una deriva culturale e sociale pericolosa. Molti dei nostri giovani, il futuro di questo paese, le future classi dirigenti ed i cittadini di domani, si stanno abbeverando a queste ed altre simili fonti. Probabilmente la caccia ed i suoi antichi valori potrebbero insegnare ancora qualcosa!