L’associazione venatoria ha sottolineato come due mesi siano davvero pochi se si ragiona dal punto di vista burocratico, quindi bisogna fare chiarezza in tempi rapidi, soprattutto per capire quali sono i presupposti e le volontà politiche dell’operato regionale. I Cacciatori Lombardi non si stancheranno mai di ricordare che le deroghe venatorie sono possibili, oltre che previste da alcune direttive comunitarie, senza il bisogno della concessione di un assessore.
Finora si è evitato di affrontare la situazione per non incorrere nelle multe di Bruxelles, ma l’associazione considera questa giustificazione infondata e strumentale. Il timore principale è che ci possa essere una beffa, cioè un’apertura europea e da parte del Ministero dell’Ambiente e una scarsa preparazione della Regione. Il comunicato si conclude con una affermazione netta: “I cacciatori votano e gli animali no“.