Il testo viene ritenuto penalizzante anche nei confronti dei coltivaltori e della comunità intera. Ecco perchè si è deciso di aderire e preparare una iniziativa aperta in cui possano manifestare le rappresentanze del mondo agricolo e dei vari paesi piemontesi. Le proposte di modifica sono considerate inattaccabili da Arci Caccia grazie alle qualifiche tecniche e scientifiche. L’obiettivo di questa presa di posizione è quello di sensibilizzare la politica (nessuno schieramento escluso) e i consiglieri.
Non bisogna rispondere alla chiamata delle “sirene” dell’animalismo, giudicato dannoso dall’associazione: la storia ha insegnato che le azioni intraprese in questo senso sono state semplicemente populiste, come ad esempio la promozione del referendum regionale. La conclusione del comunicato di Arci Caccia Piemonte non utilizza mezzi termini: “Quest’animalismo vuole solo vedere morti i nostri monti, le campagne“.