Il Questore, in particolare, ha rilevato come la palazzina dei genitori del cacciatore e quella di quest’ultimo si trovino in un unico piazzale privato. Il ricorso è stato motivato con l’assenza di precedenti per quel che riguarda l’uomo e una condotta di vita che è stata definita “specchiatissima”. Il TAR siciliano ha respinto però questo ricorso, appoggiando la tesi della Questura.
Nello specifico, non si tratta di valutare gli eventuali abusi, ma il rischio che il padre pregiudicato si rechi nella palazzina del figlio e possa entrare in contatto con le sue armi. L’Amministrazione ha un potere discrezionale molto ampio in situazioni come questo e secondo i giudici amministrativi il comportamento del Questore di Catania è stato corretto. Le generalità dei protagonisti della vicenda appena descritta sono state oscurate su disposizione del TAR.