Gian Luigi Gregori, presidente del Club della Beccaccia, ha illustrato come l’abbandono dei boschi, l’aumento della superficie boscata e la riduzione del pascolo brado stiano creando problemi alla beccaccia. Non sono meno influenti i cambiamenti climatici e gli incendi che hanno distrutto le covate. Come soluzione è stata proposta una nuova gestione agricolo forestale. Marco Tuti, tecnico faunista, si occupa della raccolta e analisi dei dati ricavati da carnieri e censimenti: il dottore ha rimarcato l’importanza della lettura delle ali e l’osservazione delle gonadi, la quale determina l’incidenza del prelievo su esemplari maschi e femmine.
Paolo Penacchini, presidente della FANBPO, era molto atteso e ha parlato della situazione della beccaccia nel Paleartico Occidentale. La salute della specie non è ancora buona, ma serve comunque un metodo scientifico standardizzato e approvato dalla comunità internazionale. La giornata si è conclusa con l’intervento del numero uno dell’Arci Caccia, Sergio Sorrentino.